Ciclismo e sublimazione, le maglie ideali per la fuga

In uno sport in cui i millesimi di secondo fanno la differenza, anche i dettagli dell’abbigliamento tecnico hanno una valenza chiave. Il connubio ciclismo/stampa digitale è magistralmente messo in campo da GSG grazie alle stampanti digitali Mimaki.

Se tra gli anni Venti e Trenta il famoso ciclista Ambrogio Binda affermava che non serviva nient’altro al di fuori delle gambe per ottenere i massimi risultati, oggi è risaputo quanto siano importanti l’aerodinamicità e il materiale dell’abbigliamento sportivo indossato. Dal punto di vista “commerciale”, visivo e comunicativo giocano un ruolo fondamentale grafica e colori delle maglie, quindi la tecnologia che ruota attorno allo stampaggio. La scelta di GSG è ricaduta su macchine Mimaki, tra cui la nuova TS55-1800.

Creatività e tecnica a servizio del ciclista

Nata 35 anni fa grazie all’intuizione di Simone Fraccaro, ciclista professionista dal 1974 al 1984, GSG – con sede a Vallà di Riese Pio X (TV) – produce abbigliamento tecnico per il ciclismo ai massimi livelli. La mission dell’azienda è intercettare e rispondere alle esigenze di questa disciplina sportiva, puntando alla progettazione e realizzazione di un prodotto di alta qualità e affidabilità al fine di favorire la migliore resa atletica possibile, ma anche proporre un look che consenta a un team di distinguersi tra gli altri.
«Ho fatto il ciclista professionista per undici anni, un’esperienza che mi ha permesso di scoprire quali elementi incidono sulle performance durante le gare. Quando nel 1975 corsi il Giro d’Italia, una delle sofferenze più grandi per me fu la sensazione di soffocamento che mi creava la divisa: l’abbigliamento sportivo gioca un ruolo molto importante e l’obiettivo che mi sono posto è portare innovazione in questo ambito, facendo dimenticare i vecchi completi in lana anallergici e non confortevoli, utilizzando materiali tecnologicamente avanzati. L’unione delle competenze mie e dei miei soci, tra cui un esperto di serigrafia, ha portato alla creazione di GSG, una grande famiglia oggi composta da 70 persone; negli ultimi cinque anni abbiamo registrato un importante aumento di fatturato in un mercato sempre più esigente, che mira a performance da record».
Anche nel segmento del ciclismo, il Made in Italy ricopre grande importanza. Un orgoglio tricolore sposato appieno da GSG, che garantisce progettazione e produzione tutta italiana, con l’aiuto giapponese delle sue macchine da stampa.

L’abbigliamento tecnico

Per favorire il benessere fisico e i risultati su strada, l’abbigliamento del ciclista deve avere la giusta ergonomia e aerodinamica e superare le prove nella galleria del vento.
Per quanto riguarda il tessuto, di base c’è sempre il poliestere lavorato a nido d’ape per creare camere d’aria, che permette la traspirazione e la rapida asciugatura. È inoltre estremamente stampabile, consentendo un facile transfer dei colori. Le microfibre possono essere bioceramiche, in carbonio o con elastomeri particolari, in grado di conferire un alto grado di elasticità e di evitare il formarsi di grinze e freni nell’aria.
In inverno sarebbe ottimale un intimo in polipropilene o meraclon, come del resto anche in estate, e indumenti a base poliestere con l’aggiunta di membrane che proteggono dall’aria e dal freddo.
«Quando si forniscono gruppi sportivi professionistici, bisogna porre attenzione ai minimi particolari ed essere pronti alla customizzazione. Gli atleti che disputano gare importanti cercano il massimo della performance e, talvolta, ci chiedono di modificare ii capi in base alle esigenze di ogni singola gara. Data l’importanza dell’aerodinamicità del tessuto sulla pelle, ci sono squadre che per guadagnare pochi centesimi di secondo – un tempo che nel ciclismo è spesso determinante – chiedono ad esempio una diversa lunghezza delle maniche».
Simone Fraccaro, inoltre, ci ha fatto sapere che è in atto uno studio per la creazione di tessuti assomiglianti a palle da golf per una maggiore penetrazione dell’aria nella maglia. «Tra i tessuti in voga oggi c’è anche il seamless, ma non è l’ideale per il ciclismo poiché se bagnato si appesantisce, è molto fasciante e non è stampabile. In uno sport così dinamico è fondamentale invece la fase di stampa: servono un colore aggressivo e una grafica attraente».

L’occhio vuole la sua parte

Nel ciclismo sono molto importanti i colori della maglia, lo sa bene GSG – più volte premiata per le sue produzioni – che svolge anche consulenza grafica e di personalizzazione. «I colori devono essere accattivanti, brillanti, e gli sponsor devono essere ben visibili, posizionati in modo strategico sulla maglia. È rilevante il fattore psicologico: se non si usa la formula giusta che permette di distinguersi, con grafica e colore che spicca tra tutti, il team perde di interesse. Di conseguenza ne risulta una personalità meno incisiva e, soprattutto a livello televisivo, il team rischia di “mischiarsi” all’insieme delle squadre».
Il dictat della Moda attuale vede il prevalere di colori fluorescenti, ma GSG ha messo a punto diverse soluzioni innovative anche con differenti cromie: per il team inglese di Sky ad esempio ha studiato una maglia nera con tessuto che respinge i raggi solari e una riga centrale turchese.

La partnership GSG – Mimaki

Da sempre, il partner per la stampa di GSG è l’azienda Cekin di Castello di Godego (TV), rivenditore Mimaki della zona del Veneto. La partnership tra Simone Fraccaro e i due titolari di Cekin, Plinio Cecchin e Alberto Didonè è quindi nata e prosegue sotto la buona stella del brand Mimaki.
«Io e Cecchin ci conosciamo da sempre e, grazie ai consigli del suo centro assistenza, GSG è sempre stata al passo con i tempi, seguendo gli sviluppi della tecnologia. Mi ricordo che andammo insieme nel 1993 a una fiera a San Francisco per vedere di persona la prima stampa sublimatica a colori inkjet con testina piezoelettrica».
Un tempo per la creazione delle divise dei team veniva utilizzata la serigrafia, ma si trattava di una tecnologia troppo impegnativa per i piccoli gruppi sportivi, poiché troppo costoso e complicato per pochi pezzi. Invece, con l’avvento delle macchine digitali, è stato possibile accontentare – con un ottimo rapporto qualità/prezzo – anche chi richiedeva piccole quantità.

Il parco macchine

Nel laboratorio di produzione di GSG sono installate macchine JV5, JV300 e la nuova TS55-1800 di Mimaki, con l’optional delle taniche da 10kg in doppia quadricromia.
«Tra i più importanti plus che riscontriamo c’è l’affidabilità. Le macchine garantiscono una maggiore velocità, l’assenza dell’operatore e una limitata manutenzione. Sfruttiamo le soluzioni Mimaki davvero tanto, per circa 16 ore al giorno, e abbiamo scelto di equipaggiare la macchina con taniche di inchiostro da 10 kg per ottenere un livello ancora più alto di efficienza e di produttività. Si tratta di un prodotto duttile, veloce e facile da gestire e permette di operare con estrema facilità e flessibilità anche per piccole tirature».
«La gamma di colori presente oggi – ha spiegato Plinio Cecchin – è molto più vasta rispetto al Duemila e anche il risultato del colore è migliorato negli anni. Prima la saturazione dei colori del sublimatico non reggeva minimamente il confronto con la serigrafia, ma si è lavorato tanto per fare in modo di ottenere una buona intensità di colore con il digitale».
Una volta stampato il foglio con inchiostro sublimatico, con grafica in posizione speculare rispetto all’effetto voluto, si pone il foglio transfer ritagliato a contatto con il tessuto mediante una pressa a caldo, che permette l’adesione uniforme della carta sul tessuto.
Con questo procedimento di termostampa per sublimazione, l’inchiostro stampato sul foglio si trasforma in gas, con il risultato di un’immagine trasferita in modo permanente e indelebile sulla fibra sintetica del tessuto poliestere.

Scritto da Technofashion